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Ecco un’idea di com’è questo posto, pieno di parole e di persone.
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Noi siamo qui.

CXXXIX. Memory card

Di mamma non ce n’è una sola. Ce ne sono tante, spesso tutte concentrate in un unico pacchetto di muscoli e raccomandazioni. Perché per sopravvivere al quotidiano accumulo di tâches maternelles ci vuole per forza un alter ego che va al lavoro, uno che pulisce i pavimenti, uno che riempie il frigo, porta a danza,…

CXXXVIII. Vélo racconto

Il progetto bici è partito male. Primo giro rimandato causa ritardo. E pensare che il marito aveva già lustrato e messo fuori i mezzi. Invece siamo andate a scuola con il motore a scoppio. Di urla mie. Perché non si può. Spezzettare il tempo a tal punto che diventa fermo e poi ‘mamma, ma è…

CXXXVII. Libera nos a malo

Oggi inauguriamo la griglia il fondo al giardino. È nata accanto alla fontana. Entrambe fatte di mattoni grigi, quelli bucati da cantiere, sono spartane ed essenziali come piace a noi. Bracciodiferro è sceso presto per spazzare davanti alla capanna e preparare la legna, come in ogni rito che esige i suoi tempi. Noi intanto finiamo…

CXXXVI. Quel che resta

Hai cambiato voce, figlio. I tuoi piedi saltano i numeri senza avvisare, solo le scarpe subito strette li hanno smascherati. L’appetito perenne, la voracità di finire per non perdere neanche una briciola: hai sempre avuto fame. Di capire, di sapere, di riuscire. Mi sono messa una tua felpa stamattina, perché è blu, perché è tua.…

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