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Ecco un’idea di com’è questo posto, pieno di parole e di persone.
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Noi siamo qui.

CXXXIV. Wii salvi chi può

‘E poi venne il corona che si mangiò la scuola che al computer i ragazzi portò’La melodia mi tamburella in testa dal sonno, le parole brutte arrivano secche quando mi ricordo che giorno è oggi. Sveglia lenta. Voglia zero. Per fortuna il marito ha una riunione alle nove e ci mettiamo in scia. La figlia…

CXXXIII. Pasqua con i tuoi

Usciamo imbacuccati come a Natale, forse solo un po’ più stupiti di quanto possa far freddo in punta d’aprile. Entriamo a chiesa deserta. È presto. Apposta per prendere il solito posto: laterale sinistro tutto davanti. Il contatto più vicino è con le candele dell’altare quattro metri a tiro di fumo. L’équipe d’animazione è già arrivata.…

CXXXII. Bolla d’aria

C’è un teatro che sonnecchia in riva al lago. Apre un occhio ogni tanto, sbircia i passanti. Gli anziani podisti, i runner fluorescenti. Di bambini poco o niente. Sarà che nelle ore in cui lo frequento vanno a scuola. O meglio andavano fino a ieri, anche quei due con cui convivo. E infatti mi organizzo…

CXXXI. Chiuso di serie

’Mes chers compatriotes’Ahi. Se inizia così butta male. Sì, perché se Monsieur le Président parla alle otto di sera davanti a tutti i canapés riuniti, ci risiamo. Da lunedì tutti a casa o quasi. I figli di sicuro. Il resto invece è da capire. Perché. Se le scuole verranno chiuse appena dopo Pasquetta, se prima…

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