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Ecco un’idea di com’è questo posto, pieno di parole e di persone.
Se ti piace torna a trovarci.

Noi siamo qui.

CXLII. Tappa buchi

Fino all’ultimo non si sbilancia. ‘Intanto andiamo, mamma, poi vedo’. Come se fosse una gita di piacere, come se il centro commerciale fosse la meta ambita di un venerdì pomeriggio nel pieno sole di giugno. Ma obbedisco. Passo a prenderla a scuola, solo noi due. Che diventa un bel momento nostro da ricordare. Se si…

CXLI. Gusci e luce

C’è un guscio vuoto sotto l’altalena vicino alla quercia in giardino. Sono due giorni che è lì. Lo vedo che spicca di bianco nell’erba da tagliare e non mi va di toglierlo. Non ancora. Sarà caduto dal nido in alto dopo essere stato rotto e abbandonato. È così con i gusci. Dopo un po’ diventano…

CXL. Ouverture

Fa impressione. Dopo sette mesi. Vedere la gente seduta al bar. Che chiacchiera tranquilla come se niente fosse. Forse. Sembrano le comparse di un film messe lì per ricordare com’era. E com’è. Sederti a un tavolo e infastidirti – chissà perché poi – se il cameriere non arriva subito. O sistemarti gli occhiali sulla mascherina…

CXXXIX. Memory card

Di mamma non ce n’è una sola. Ce ne sono tante, spesso tutte concentrate in un unico pacchetto di muscoli e raccomandazioni. Perché per sopravvivere al quotidiano accumulo di tâches maternelles ci vuole per forza un alter ego che va al lavoro, uno che pulisce i pavimenti, uno che riempie il frigo, porta a danza,…

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