XCIV. La quarta dimensione

A Casa nevica. Accidenti. C’era già stata una fuga di notizie e immagini mercoledì. Ma non era che il preludio. Accompagno il figlio a scuola e ricevo il risveglio di un Buddha tra i fiocchi. Poi arriva il buongiorno da una finestra amica e un post con gli alberi più belli del mondo. E poco…

Continua a leggere XCIV. La quarta dimensione

XCIII. Train de vie

Con un paio di giorni di ritardo, ma oggi lo facciamo anche noi, il nostro calendario dell’Avvento. La figlia tenta una protesta a colpi di sit-in e pizzini, perché non c’è neanche lo straccio di un cioccolatino abbinato.Rispondo sfoderando un Toblerone al cioccolato amaro formato famiglia che colma qualsiasi vuoto ed evita appiccicose aperture mattutine.…

Continua a leggere XCIII. Train de vie

XCII. Calende greche

Dicembre ha un odore buono. Apro la porta e lo sento subito. Sa di freddo, di pulito, di una promessa di neve, anche se per ora piove e piove e piove. E io scappo. Sola con la Quboblu targa francese. All’ora di cena. In tempo di lock down. A due ore dal coprifuoco. L’autostrada è…

Continua a leggere XCII. Calende greche

XCI. I giorni buoni

Quando cammini in montagna ci vuole il passo giusto. Se non sei abituato rischi di accelerare troppo, preso dall’euforia dell’ascesa, o di dosare male l’energia, che la vetta spaventa. Se hai un buon maestro però impari in fretta. Il respiro e il sentiero diventano compagni e ti portano insieme. Qui da noi negli ultimi tempi…

Continua a leggere XCI. I giorni buoni

XC. Verso la quinta

Sono arrivati i girasoli. Taglia giusta, colore perfetto. Non mi resta che piantarli nei vasetti del probiotico che ho costretto tutta la famiglia a bere da settimane. Per i vegetali purtroppo non potevo contare su una riconversione ecologica e mi sono dovuta rassegnare. Li ho ordinati su Nozama: specchio specchio delle mie brame chi è…

Continua a leggere XC. Verso la quinta

LXXXIX. A sorpresa

Sto preparando la merenda: spremuta d’arancia, biscotti alla Nutella. Il minimo per tirare l’ora di cena. I figli aspettano affamati. Lo sono sempre. Di cibo. Di vita. Il marito nel bunker vuole solo un caffè. Ma mentre taglio a metà il frutto solare suona il campanello. L’abbiamo preso bluetooth dopo che hanno interrotto il collegamento…

Continua a leggere LXXXIX. A sorpresa

LXXXVIII. Il giorno prima

Venerdì è giorno di mercato. Lo allestiscono presto, che è ancora buio. Mancano i banchi dei vestiti e del commercio non necessario in tempo di confinement. La frutta e la verdura sono distanziate dai polli arrosto e dai formaggi. Il pesce sta all’angolo in fondo, proprio di fronte alla chiesa. Passo in macchina mentre porto…

Continua a leggere LXXXVIII. Il giorno prima

LXXXVII. Alter ego

Ma guardateli quei due. Camminano fianco a fianco, si tengono per mano. Hanno qualche capello sbiadito, la trama degli anni evidente, ma il passo è ancora vivace, le spalle dritte, lo sguardo lungo l’orizzonte. Si dirigono a scuola, convocati per l’annuale incontro con l’équipe educativa. Lei ha la cartelletta in borsa, tutta la storia e…

Continua a leggere LXXXVII. Alter ego

LXXXVI. Assise

Eccoci qui. Sembriamo una di quelle famiglie della pubblicità stipate sul divano per mostrare l’armonia di una dimora perfetta. Solo che siamo ben lungi da un’armonica perfezione e in cucina ci sono ancora i resti della cena sul tavolo. Sparecchiamo dopo. Ora sono le otto in punto. Silenzio. Parla le président. Cosa sarà, la quarta…

Continua a leggere LXXXVI. Assise

LXXXV. Gioca jouer

Mi scoppia la pazienza, mentre cambio rotta di colazione e lascio perdere il caffè nero allungato acqua bollente con tanto miele. ‘Roba da barbari’ direbbe qualcuno. Infatti ogni tanto rinsavisco e mi preparo un cappuccino doppia schiuma con tanta cannella. No, niente cacao, che poi parte il picco glicemico, metto invece la spezia che amo…

Continua a leggere LXXXV. Gioca jouer