XXXIX. Faith or more

Siamo una famiglia rituale. Anche tribale, ma qui al nord abbiamo limiti strutturali, quasi tutta la nostra gente è lontana. Così ci accontentiamo dei piccoli riti che scandiscono il tempo e lo addomesticano. Serve tanto al figlio, programmato per le consuetudini, ma anche alla figlia che si finge una fan dell’improvvisazione, in realtà è più…

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XXXVIII. Ormai

Sogno un sabato senza sveglia. Ma i lavori ci impediscono ancora questo lusso. Pazienza, mi dico, ci resta domani. Mentre sbadiglio, l’amico capocantiere arriva per il caffè, annuncia che babbonatale e lo smilzo causa maltempo hanno dato forfait e Osho risolve un problema d’infiltrazione, ma poi se ne va, che nel pomeriggio bada ai nipoti.…

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XXXVII. Look di tendenza

Ogni tanto mi osservo da fuori. Come se ci fosse una camera esterna a riprendere. Implacabile, ma giusta. Perché l’osservazione dall’interno è troppo di parte, come sentirmi la voce. Per farci amicizia, quando ero in terapia logopedica ho imparato a registrarla. E me la sono studiata. All’inizio dubitavo fosse mia, troppo stridula, troppo nasale, diversa.…

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XXXVI. La classe

Riunione di classe oggi pomeriggio. Lascio i figli a casa après le goûter, Osho che finisce di imbiancare il garage, il minicane di guardia al cuscino. Ultimo giro ultima corsa. Poi la giostra della giornata rallenterà e i cavalli stanchi potranno riposare. Per ora quelli della Quboblu fanno il loro dovere, dribblano un paio di…

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XXXV. La scelta del passo

Osho è il nostro nuovo coinquilino. Vive al piano terra dalle nove alle cinque. La notte la passa altrove, poi torna puntuale. A piedi. Sette chilometri da qui alla città. Ha la patente, la macchina pure. Ma.‘Ça fait du bien’In infradito di cuoio, camicia quattro stagioni, il telefono nel taschino lo lascia all’ingresso fino a…

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XXXIV. Tessiture

Non so come ci riesce. Ad arrivare così, puntuale e inatteso. Che fino a ieri giravo con il finestrino abbassato e stamattina mi alzo nelle nuvole sur terre. Altrimenti dette nebbia. È buio. Le mie ore di sonno sono sempre troppo poche. Perché spero che la sveglia si sia sbagliata, apro la finestra e mi…

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XXXIII. Nel frattempo

Stiamo tutti bene. Mangiamo sempre con un appetito superiore alla media cittadina – ma qui si vince facile – e tra bici e via vai scolastici a piedi l’esercizio fisico non manca. La casa assomiglia ormai a un grande panificio, non tanto per l’attività in cucina, quanto perché quotidianamente impolverata di farina di cemento e…

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XXXII. Star nei fumetti

Sono sempre stata una fan del Giappone. Mi affascina la cultura essenziale e millenaria di questo Paese, lo zen e l’arte di fare qualsiasi cosa, dal sistemarti la moto all’ikebana. E il sushi, il kimono, i manga. Ho letto parecchio, curiosato dipinti e opere calligrafiche e un compagno del figlio e famiglia sono una fonte…

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XXXI. Psomì

‘Mamma mamma, posso andare a vedere il suo cane? Per favore! Tipregotipregotiprego!’La figlia mi saluta così sul cancello della scuola. La richiesta urgente prima ancora dei saluti. ‘S’il vous plaît…’Si unisce con una punta lamentosa la compagna che le saltella al fianco. Quasi a supplicare un cerbero che smista gli incontri. Dite a me? Quella…

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XXX. Non era da Nobu

Non andiamo spesso al ristorante.Il cibo è un elemento costante e continuo chez nous, ma le uscite sono rare, estemporanee. Ci andiamo per lo più quando c’è qualcuno con noi, per condividere. Oppure quando siamo in vacanza.Per questo quando capita è davvero una festa. Io leggo le portate e non blog pindarici con patate per…

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