XCIV. La quarta dimensione

A Casa nevica.
Accidenti.
C’era già stata una fuga di notizie e immagini mercoledì. Ma non era che il preludio.
Accompagno il figlio a scuola e ricevo il risveglio di un Buddha tra i fiocchi. Poi arriva il buongiorno da una finestra amica e un post con gli alberi più belli del mondo. E poco fa scopro il lago. Époustouflant.
È tutto al massimo quando nevica.
È come un effetto domino: il solito cade, crolla, sparisce e il cuore apre gli occhi.
Il mondo mi diventa allora a quattro dimensioni. Lunghezza, larghezza, profondità. E bellezza.
A Casa nevica.
Accidenti.
Fossi lì me ne starei fuori tutto il giorno a camminare, respirare, osservare. Il tempo si ferma, si incanta, ritorna bambino.
Ho dodici anni, il bus delle medie non è passato. Le strade sono impraticabili. Siamo in quattro o cinque, decidiamo di andare a scuola lo stesso. Prendiamo la scorciatoia che passa dal depuratore in valle. Si scende, si passa il ponticello, si risale. I due paesi sono a pochi chilometri, i passi nella neve sono pesanti, ma è una delle mattine più gloriose della mia vita.
Gli adulti ci pensano al caldo delle lezioni. Noi si arriva con mezz’ora di ritardo davanti al cancello. Chiuso. Causa neve.
Poco male, torniamo indietro. Si scende, si passa il ponticello, si risale. In piazza le mamme infagottate ci aspettano. I cellulari non esistono ancora, ma la segreteria della scuola le ha chiamate tutte sul fisso per avvertire. Non ricordo una sgridata, forse c’è stata, ma non così grande da passare attraverso le maglie della memoria.
Io e la neve. Siamo vecchie amiche.
In Grecia l’ammiro spruzzata sull’Acropoli e tanta nel bosco dietro casa. Scivolo con un tonfo sonoro sul terrazzo liscio pensato per il sole e cucino scongelandola perché i tubi dell’acqua si sono ghiacciati.
A Casa nevica.
Accidenti.
Qui al Nord il clima è avaro di fiocchi. Cadono timidi e appena posati scappano subito, durano poco, hanno fretta di andare.
Ma quest’anno chissà, forse cambia. Forse arriverà anche qui un giorno bianco. Pulito. Silenzioso. Incantato.
Come a Casa.
Nevica.
Accidenti.

un posto perfetto (fotografia di Massimo Nicora)

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