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LXXXVIII. Il giorno prima

Venerdì è giorno di mercato. Lo allestiscono presto, che è ancora buio. Mancano i banchi dei vestiti e del commercio non necessario in tempo di confinement. La frutta e la verdura sono distanziate dai polli arrosto e dai formaggi. Il pesce sta all’angolo in fondo, proprio di fronte alla chiesa. Passo in macchina mentre porto…

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LXXXVII. Alter ego

Ma guardateli quei due. Camminano fianco a fianco, si tengono per mano. Hanno qualche capello sbiadito, la trama degli anni evidente, ma il passo è ancora vivace, le spalle dritte, lo sguardo lungo l’orizzonte. Si dirigono a scuola, convocati per l’annuale incontro con l’équipe educativa. Lei ha la cartelletta in borsa, tutta la storia e…

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LXXXVI. Assise

Eccoci qui. Sembriamo una di quelle famiglie della pubblicità stipate sul divano per mostrare l’armonia di una dimora perfetta. Solo che siamo ben lungi da un’armonica perfezione e in cucina ci sono ancora i resti della cena sul tavolo. Sparecchiamo dopo. Ora sono le otto in punto. Silenzio. Parla le président. Cosa sarà, la quarta…

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LXXXV. Gioca jouer

Mi scoppia la pazienza, mentre cambio rotta di colazione e lascio perdere il caffè nero allungato acqua bollente con tanto miele. ‘Roba da barbari’ direbbe qualcuno. Infatti ogni tanto rinsavisco e mi preparo un cappuccino doppia schiuma con tanta cannella. No, niente cacao, che poi parte il picco glicemico, metto invece la spezia che amo…

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LXXXIV. Pizza e pizzini

Mi siedo sulla poltrona di fronte alla stufa che brucia gli ultimi bagliori di brace. Ho le gambe arrotolate sotto coperta, il minicane acciambellato sulla pancia, lo strumento di scrittura in mano e li trovo. Sono incastrati tra il bracciolo e il cuscino, il loro branco bianco spicca sul fondo rosso. Due sono pieni di…

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LXXXI. Rarità

Buon compleanno a te, uomo gentile. Sei uno di quelli così preziosi che ce ne sono pochi e quando li trovi te li tieni stretti stretti, anche se solo nei pensieri. Ti conosco da anni lontani, quando non c’erano che i libri a riempirmi la vita. Ora a volte è talmente ingombra che devo cacciarli…

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LXXX. Tre cuori

La vicina è rientrata un giorno prima. Ho io il suo pacchetto arrivato ieri. Suona poco prima di cena. Stiamo finendo i compiti, ma Jules Verne può attendere. Sali, resta due minuti. La maschera a fiorellini non protegge dalla stanchezza, gli occhi lo sanno.Come va? Tutto bene? Tuo papà è ancora a letto? Noi, grazie,…

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LXXIX. Presa diretta

Arrivo trafelata. Come al solito. Nove e trentacinque. Poteva andar peggio. L’appuntamento un’ora prima della messa mi sembra tanto, ma obbedisco. Ci sarà bisogno di provare il suono o altre esigenze tecniche. Doveva essere fatto tutto in presenza, la domenica del catechismo familiare e poi la celebrazione nella chiesa grande, vicino a casa. Avrei dovuto…

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