Trentasette. Influenza positiva?

La trasformazione è in atto. Inarrestabile. Se il sole tiene ancora qualche settimana il cambiamento potrebbe diventare definito.
Sono giorni che la luce è cambiata e non solo per l’ora spostata. L’astro bollente sta scaldando i giardini, tra poco il ciliegio esploderà di fiori e le foglie si apriranno. I vicini di destra guardando da casa hanno tagliato il prato in anticipo e suonano la chitarra. Li sentiamo, finalmente.
La vicina con noi senza rete dissoda il suo pezzo di terra: l’aratro è a tiro d’uomo e sa di meraviglia antica, come minimo prima età del ferro. Ogni tanto lo ferma e chiacchiera con chi vede in giro.
A pranzo gustiamo le uova di Corona e Calvà che si sono messe a produrre di brutto per i vicini di destra lato giardino.
Mangiamo sulla porta – letteralmente – e parliamo ad alta voce.
Se non fosse per il volume dei vicini, da migliorare in altezza, potrebbe essere una domenica greca. D’accordo, manca anche la partita a tavli, ma mi accontento.
Come se ci avesse sentito, la famiglia più lontana che abbiamo ci videochiama. E parlare all’aperto con dei figli di Atene significa farsi sentire senza problemi fino in Belgio. Non esagero. Con la distanza. Il volume invece è eccessivo, mi rendo conto. Ma ti na kano? Che ci posso fare?
La figlia mi guarda in tralice, un po’ per le urla, un po’ perché non capisce. Se ne va sull’altalena.
Il figlio si ricorda efcharistò polì e ela fengari sto spiti, ma il grazie lo liquidiamo subito e dire alla luna di venire a casa è più una roba serale. Tento una traduzione al volo per renderlo partecipe, ma il risultato è una cacofonia di suoni e vince la bici.
La bambina dei vicini invece smette di cantare con il papà, prende la sua seggiola viola e si sistema davanti alla rete.
Ci guarda in un silenzio biondo.
Forse è attirata dal chiasso, forse dai movimenti intorno al telefono.
Anche il marito infatti, di solito sobrio e discreto, si dimentica del mondo fuori e gesticola a tutto tondo con i Kosta.
Gli anni e i chilometri spariti.
Mostriamo orgogliosi il nostro spazio francese, è la prima volta che parliamo così all’aperto. Bello poterli invitare a casa. Facciamo il giro anche da loro, salutiamo un figlio che gioca e l’altro che studia per una prova d’esame domani. Anche loro sono tutti confinati, ma fanno come possono.
Lavorano in un supermercato che è preso d’assalto un giorno sì e l’altro pure, per fortuna i clienti hanno tutti guanti e mascherine.
La paura ha messo un freno all’indisciplina congenita.
Ci salutano felici di vederci in maglietta al sole e non in compagnia di pinguini col cappotto. Da loro piove e in serata le previsioni danno neve. In Grecia. In aprile.
Vuoi vedere che il virus è una copertura e siamo tutti dentro un gigantesco esperimento?
Cambio di clima, cambio di ritmo.
Vediamo se cambi.
À suivre.

Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: