Quarantasette. On the road

Eccola lì.
Ferma anche lei. Immobile in strada davanti a casa.
È sporca, ammaccata, se parte tossisce. Ma non sento un lamento.
Ce ne sono altre in sosta lungo la via, alcune invece le vede passare, lucide e scattanti, in un destino esclusivo di movimento. La bianca vicina ogni tre giorni si mette in moto. Accompagna il pompiere al lavoro. Tornano dopo ventiquattr’ore. Vorrebbe chiederle di raccontarle la strada, ma non osa parlare di targa.
Ha un’etica, la Quboblu. Le piace guardare gli altri fari nei fari.
Parcheggiata davanti a casa da più di un mese, aspetta il primo eroe mascherato che la porti a fare la spesa.
Anche a lei manca l’Italia. I viaggi infiniti per tornare in quel cortile che l’ha vista giovane e senza graffi. Anela le buche che le hanno compromesso gli ammortizzatori e quelle strade a curve troppo strette dove si rischiano frontali.
È un pomeriggio d’estate di alcuni anni fa. I figli hanno caldo, ho appena gonfiato una piscina di plastica con il compressore del suocero. Mi viene in mente che in giardino dai miei staremmo tutti meglio. Qui in cortile ci sono i sassi. Carico i pargoli sudati, ma mi accorgo che, per quanto mini, tutti ‘sti cerchi colorati così pieni d’aria non entrano nel bagagliaio. Però la Quboblu ha di serie le barre sul tetto. E sono solo cinque chilometri.
Quando arrivo a destinazione dopo quasi mezz’ora – la velocità è per forza ridotta – non posso ignorare il messaggio di un’amica.
‘Ma eri tu all’incrocio di Sant’Anna con una piscina sulla macchina?’
Qui al nord le abbiamo fatto portare mobili e lavatrici, pannelli in cartongesso e materiale di ristrutturazione. È un’impresa di trasporti, più che un’auto. Non si è mai fermata.
I movimenti passati sono un’eco lontana nell’immobile presente.
Ma tengono allegri.
E lo spirito è intatto nella vecchia lamiera in prepensionamento. Ormai troppo stanca per affrontare i tanti chilometri di andata e ritorno, nell’ultimo anno ha affrontato solo tragitti brevi, casa scuola spesa. Ha rischiato di essere sostituita da una giovane utilitaria, ma poi è rimasta. Accanto a noi anche ora, in tempo di pandemia.
Quando salgo mi accorgo che è un rifugio dal mondo di fuori.
Un’altra casa.
Una casa che si muove. Quando può.

chiacchiere notturne

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