Sessantasei. Strega comanda color

È la fase due in Italia.
Dopo io resto a casa, esci solidale è il nuovo mantra.
Ricordati di sanificare il cervello, oltre le mani, e forse andrà tutto bene.
‘Ci sarà un altro picco, è quasi sicuro’.
Per l’amica infermiera il punto è l’altitudine.
Quant’è bella con i capelli più lunghi e la maglietta rossa. Si appassiona, parlando di turni e mascherine. E come al solito stira mentre chiacchieriamo via Skype.
Non vede l’ora di togliersi la muta da sub per tornare a lavorare in superficie, lamenta un’organizzazione zoppicante e l’assenza di abbracci in famiglia.
Al test però l’hanno bocciata e mai esito negativo fu più positivo.
‘Speriamo nel senno di tutti’ mi saluta.
À la prochaine.
Il confronto con lei mi fa bene.
Mette distanza all’ombelico del noi, apre le finestre sulla nostra claustrofobia.
E rende più chiara la decisione sulla scuola che riprende.
La figlia resta a casa fino a nuovo ordine.
Dopo l’11 maggio la progressiva riapertura si farà con un’enciclopedia di regole da rispettare. Sono cinquantaquattro pagine di protocollo sanitario, consultabile sul sito del Ministero de l’éducation nationale.
Lo sfoglio allibita, ho già mal di testa a pagina cinque.
Per fortuna trovo il bigino su WhatsApp. I capitoli principali sono infatti trattati sulla chat dell’associazione genitori che, silente da settimane, stasera è al collasso.
Gli elementi sono da scena del crimine. Nastro adesivo per terra, bambini seduti soli e lontani per ore. Niente passaggi di oggetti, lo scambio di merende è fatale. Si mangia al banco quello che ti porti da casa. Corridoi con doppio senso di marcia, lavaggio mani a prescindere.
Una mamma del gruppo che è anche maestra alle materne rientrerà in servizio, ma sua figlia no. Non si tratta di continuare a vivere nella paura, come rimprovera un’altra voce, ma di evitare che la sua piccola di tre anni viva un’esperienza scolastica così limitante e al limite.
Come si fa a parlare di intelligenza emotiva, se a scuola sono banditi contatti e libertà?
Che altro metodo di apprendimento si deve ancora inventare un insegnante? Di poteri magici gliene sono già chiesti tanti in tempi normali.
La figlia resta a casa.
Il figlio invece no.
Alle medie è tutta un’altra musica. Mi telefona l’insegnante referente. Si faranno al massimo tre ore di lezione la mattina. Niente mensa né pic nic. Chi vuole può fare attività sportiva nel pomeriggio, ma arriva già cambiato. Maschere obbligatorie e classi a numero ridotto.
È un nuovo inizio, un modo per riprendere en douceur l’attività scolastica.
Nessuno è obbligato.
‘Niente paura, solo attenzione’ direbbe il nostro amico albanese che ne ha passate tante.
No, niente paura.
E facciamo più attenzione giovedì, quando la Francia darà i colori di zona.
Rosso si aspetta, verde si passa.
In mezzo una pagina bianca tutta da scrivere, su un tricolore sbiadito dai tanti lavaggi. Di mani.
L’applauso domani.

in coda



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