Novantasei. L’integrità compromessa

Il puzzle è finito.
I mille hanno tutti trovato dimora. Ognuno al suo posto.
La Creazione è completa, fissata dietro con il nastro adesivo, parcheggiata sopra l’armadio. Ho qualche idea di utilizzo alternativo al quadro da parete, che mi mette tristezza. È un peccato immobilizzare tutto quel lavoro su un muro. Va fatto vivere, girare, va messo in mostra. Ma il marito non è ancora convinto. Io propongo, deciderà lui. O la polvere.
Serve ora un nuovo rito per sganciarsi dal quotidiano. La decompressione fa bene.
Dopo aver gironzolato per qualche giorno, ha scovato chissà dove un altro enne pezzi dal soggetto cittadino e lo ha messo sul tavolo operatorio, cominciando a separare forme e colori.
Ma sarà che dopo il bianco michelangiolesco il chiasso cromatico di questo paesaggio non rilassa affatto, sarà che gli è caduto già due volte e ha dovuto ricominciare, in questo giro lo vedo poco sul pezzo.
E infatti oggi svolta.
In pausa pranzo mangia veloce e, prima di rinchiudersi di nuovo nel bunker, scende in garage. Si è fatto più discreto del solito. Le domande dei figli non ricevono soddisfazione.
Risale, prende le chiavi della macchina.
Torno subito.
Potrebbe andare all’approvvigionamento tabacco, ma ha appena iniziato il pacchetto settimanale. E anche sabato è uscito a comperare qualcosa ed è rientrato con un cartone sospetto, subito occultato in un angolo da basso.
Sono costretta a rimandare l’indagine a più tardi, il mio allievo mi aspetta.
Saluto i figli organizzati in lettura, prendo al marito le chiavi da una mano, sbirciando muta il contenuto dell’altra e vado.
Che ci farà con una tanica d’olio?
Lo scopro in giardino prima di cena seguendo la prolunga arancione come i sassolini di Pollicino.
In fondo c’è lui con una sega elettrica in mano.
In fondo è un brav’uomo, mi sorprendo a pensare.
La scena sarebbe inquietante se non fosse surreale. Il marito boscaiolo mi mancava.
Guanti, occhiali protettivi e cappellino girato d’ordinanza, mi sorride con lo squalo elettrico pronto ad operare. I pazienti giacciono sparsi in attesa, il ricovero è previsto accanto al capanno.
Ho controllato gli orari, fino alle otto posso tagliare.
Nel pieno rispetto delle regole accende l’inferno. Certo, cambia l’impatto ambientale e siamo piuttosto lontani dalla favola zen, ma sempre di pezzi si tratta e c’è lavoro per tutti.
Il figlio allinea i ciocchi, la figlia spazza la segatura.
Piccoli killer crescono.

arriverà l’inverno






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