X. Attrazione locale

Mai stata una mamma da parco giochi.
Quando il figlio viene a casa, ha due anni e mezzo, viviamo all’ombra del Partenone e lo porto alle altalene per prendere un po’ d’aria. Solo che lui preferisce lo scivolo. Si arrampica sulla scaletta, raggiunge la cima, si sistema sulla piccola piattaforma e ci resta. Fa passare tutti quelli che salgono dopo di lui. Smista il traffico con il suo buffo linguaggio minimo. E se per caso è solo aspetta che ritorni qualcuno.
Capita che ci restiamo per ore in quello spiazzo sotto gli alberi, io ormai inghiottita dalla panchina più vicina, lui di vedetta sul suo destriero di metallo.
Intorno schizzano nanetti urlanti e madri al telefono che per fortuna non si preoccupano di fare conversazione con me, sprovvista di giga.
Ci mettiamo in salvo con l’unica perfetta discesa, che piccola aquila infila veloce quel giusto per andare a tavola puntuale. E domani uguale.
Arrivata la figlia torniamo in Italia, cambiamo lingua, ma non abitudini, ahimè. Diventiamo regolari al parco accanto alla chiesa, lui in perfetta sintonia con un altro scivolo, lei da spingere in altalena. I telefoni sono meno attivi, qui vanno le chiacchierate fra colleghe in gestione infantile.
Provo a fingermi straniera, ma sono cresciuta da queste parti e c’è chi mi riconosce. Il ‘mi giustifico, ero assente’ non funziona. L’interrogazione è inevitabile.
No, non ho sofferto di nausee. No, nessun problema con il parto. Fortuna? No, adozione.
Sì sì, di notte dormire mi dorme. Di giorno camminare mi cammina. Mangiare, no, non mi mangia. Non mi è capitata una figlia cannibale. A me. E a te? Ti mangia?
Così finisco dritta dritta sulle tre grandi P: pappe, pannolini e portatemi via!
Non a Leolandia, però, vi prego.
E invece mi tocca anche quello. L’ultima volta l’estate scorsa, con gli amici francesi e senza virus a motivare la rinuncia.
Sotto il sole d’agosto con un caldo da manuale e code a pioggia, i figli sono felici.
Passiamo una giornata splendida anch’io e gli zaini, però. Mi sposto con loro da un’attrazione all’altra e ci sediamo all’ombra ad aspettare gli altri. Mentre loro custodiscono acqua e panini, io leggo, osservo, mi rilasso.
Care montagne russe, cari tronchi d’acqua, care trappole volanti, non mi avrete. Ci ho già provato una volta, con la figlia quattrenne che mi teneva la mano. Il suo ‘mamma, tranquilla, ci sono io’ non è bastato a rendervi attraenti. Scusate, non è un fatto personale, è che proprio non mi piacete. Voi, la vostra velocità, il mio stomaco che sbatte in testa, le urla intorno e tutto ‘sto cinema di divertimento.
Vi rispetto, vi porto la famiglia de temps en temps et c’est tout.
Quest’anno Leolandia è fuori portata, ma hanno inaugurato un nuovo parco giochi a pochi chilometri da casa. Li percorriamo volentieri più volte, anche a piedi passando dai boschi, nonostante estemporanee defezioni e svariate rimostranze.
Ci andiamo spesso, ci incontriamo gli amici, ci porto persino mia mamma.
Lo spazio verde è un immenso prato coccolato dai giardinieri. I giochi si parlano per età e da lontano, le altalene sono tante e pure le panchine. La tyrolienne è la nuova amica del figlio, che in fila per prendere il piattello rispetta il proprio turno e parte in velocità. Gli alberi alti proteggono e il gelato buono è vicino.
Sono commossa.
Mai stata una mamma da parco giochi, ma qui magari da nonna…

ci siamo quasi

Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: