XI. Ti mando il progetto

Lo vedi subito che sono diverse.
Il portamento, i riflessi naturali che giocano con la luce del sole, l’eleganza genetica del loro sale e pepe.
Trotterellano nel prato mentre il figlio si improvvisa direttore di passeggiata. La bacchetta è di legno, ma non impone, indica solo la strada. Perché sono loro le padrone di casa, sei autentiche principesse. Per la verità sono metà e metà, perché nella crescita si è scoperto che c’erano tre galli. Da pulcini la differenza non era evidente.
Ma quando si parla di loro predomina il femminile, perché per loro è stato costruito il palazzo.
Un capolavoro del design contemporaneo, ideato e realizzato in pieno lock down da due menti geniali che, non potendo uscire a comperare quoi que ce soit, si sono servite di quello che c’era in giro per casa.
Il risultato è unico e sorprendente.
Penso alla riconversione della capanna per gli attrezzi che i vicini qui al nord hanno messo a disposizione delle loro poules.
Per forza che Corona e Calvà continuano a scioperare. Pur senza averne l’allure sono pur sempre due francesi, non ostili allo stile. Resterebbero a becco spalancato se vedessero il pollaio dei miei cugini. Chiederebbero l’asilo politico per maltrattamento domestico. E chissà quante uova…
Ma non hanno il numero del tour operator, quindi il privilegio di visita oggi è solo nostro.
Io, il marito e il figlio (la figlia partecipa a un altro evento mondano) trascorriamo un intero pomeriggio italiano in ammirazione.
Posta all’ombra di un grande alloro su una collina con vista montagne, la struttura ha linee morbide, la curva del tetto arriva fino a terra e i materiali sono in perfetta armonia. L’ossatura in acciaio valorizza il rivestimento in legno, mentre la facciata è un’unica grande finestra a trama metallica. In caso di troppo sole è possibile far scendere un telo da entrambi i lati per garantire il benessere delle occupanti.
L’interno è essenziale e ben definito. La zona centrale ha il réservoir per l’acqua e il distributore del cibo dipinto come le vecchie insegne dei barbieri americani. Una graziosa scaletta permette di salire al côté nuit che si fa nido.
Sul lato esterno si accede alle uova tramite cassetto. Si può aprire e prelevare senza disturbare.
‘Abbiamo usato dei vecchi tubi, un po’ di rete e qualche legno che ci avanzava’
Dicono tutti così, i grandi designer.
Ma eccole che arrivano, le principesse. Entrano, si accomodano, quasi quasi chiedo se mi fanno un caffè.
Anche il figlio si sente a casa. Si vede.
Passeggia, osserva, chiede informazioni sulle piumate. Scopre che sono state scelte con cura dal più giovane, cuoco stellato, che voleva proprio quel tipo di galline lì.
‘No no. Tranquillo. Mangiamo solo le uova’
Del resto, un pollaio così mica puoi tenerlo vuoto.
Le case sono da abitare. In toto.

God save the hen

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