XL. L’anniversaire

Il marito compie gli anni. Non oggi. Domani. Vorrei preparargli una sorpresa, ma non è il tipo. Sembra una scusa per evitare implicazioni genere torta-regalo-palloncini. Che sono le aspettative, mai deluse, del compleanno dei figli. Invece.
In questo giro di vita la sobrietà è diventata per me un obiettivo. Per me esagerata, chiassosa, a tratti molesta, non festeggiare alla grande è sempre stato triste, come se il no party fosse un male.
Da piccola aspettavo il giorno della mia nascita più del Natale. Mia mamma organizzava feste in giardino fra gelati e zanzare. Anche i diciotto sono stati memorabili. E poi, ovvio, piano piano c’è stato un calando in senso contrario alle cifre, quasi a seguire un copione banale. Invecchi, mica vorrai pure sottolinearlo?
Lui no. Lui è sempre stato un fuori schema.
Da quando ci conosciamo non ho memoria di auguri ai fuochi d’artificio. Un vassoio di pasticcini comprati freschi è il segno del giorno speciale. I suoi li aprono nel dopopranzo o aspettano che ci siano tutti. E se arriva qualcuno ce n’è anche per lui o lei. Fosse la vicina o l’assicuratore.
Ammessa in famiglia partecipo anch’io e sono stupita. Non capisco, non condivido in pieno. Mi sembra poco.
‘E i regali?‘
‘Perché, uno non basta?‘
I suoceri sono gente che sa. Arrivano dritti al cuore. Delle cose. Delle persone. Un posto in più a tavola non manca mai. Si ferma tutto per una visita inaspettata. Non serve telefonare, se ci sono ti accolgono, mettono su il caffè. E se compi gli anni c’è un segno di festa, gli auguri sinceri, magari un regalo, ma non serve sbrodolare.
È una moderazione che ci ho messo un po’ a capire davvero. L’ho scambiata per mancanza di slancio, di idee, di coinvolgimento.
Poi ho iniziato a vedere un po’ più dentro. La loro vita, i loro affetti, i loro giorni tranquilli. E ho capito. Ho copiato.
E soprattutto abbiamo trovato un compromesso. Nostro.
C’est-à-dire: non è necessario festeggiare ogni volta, un compleanno può anche passare discreto, ma quando lo si fa che sia extra-large, con tutti coinvolti, tutti invitati.
Il battesimo dei figli, il matrimonio. Per esempio.
Per non sbagliare li abbiamo organizzati entrambi il 29 settembre, un giorno prima del compleanno del marito.
Così noi oggi si diventa cicale, si canta, si balla.
‘Ehi tu, mi risposi?‘

No, tranquilla, formica: domani riposi.

touché (fotografia Franco Canziani)

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