LXXXVIII. Il giorno prima

Venerdì è giorno di mercato.
Lo allestiscono presto, che è ancora buio. Mancano i banchi dei vestiti e del commercio non necessario in tempo di confinement. La frutta e la verdura sono distanziate dai polli arrosto e dai formaggi. Il pesce sta all’angolo in fondo, proprio di fronte alla chiesa.
Passo in macchina mentre porto la figlia a scuola, La Scolastica ben in vista sul cruscotto che ultimamente controllano spesso.
La nebbia ammorbidisce le forme e riflette la luce dei lampioni. Sono le otto di mattina, ma potrebbe anche essere sera, se non fosse per le bici e i berretti in movimento per la strada.
Mi fermo al semaforo. Un piccolo ciclista attraversa e si ferma proprio in mezzo. Si guarda in giro, non vede l’adulto di riferimento. Mi fissa immobile.
Désolée, petit bonhomme’ gli sorrido complice dal volante. Anche io sono libera dalla maschera, protetta dal vetro, lui dall’età.
Maman?’ articola senza suono.
Eccola, la genitrice, dall’altra parte della via, non si è neanche girata. Ha due figli per mano e uno in fascia. Il grande a due ruote in effetti se la deve sbrigare da solo. Arranca e raggiunge la truppa.
Io proseguo.
La figlia ripassa una canzone.
La libreria ha i vetri puliti. Strofinano in tre con energia, espongono un cartello che avvisa della riapertura imminente. Domani.
Da domani il ritenuto superfluo torna necessario. I negozi possono riaprire, hanno il diritto di accogliere un numero limitato di persone affamate di acquisti dal vero.
Oggi è il giorno prima, che si sveglia timido e un po’ lento, consapevole di essere una vigilia importante. Rallenta il ritmo per far prendere la rincorsa.
Da domani il testimone passa alla frenesia degli acquisti natalizi, partono le corse ai regali. Si torna a faire les courses come se non si potesse comprare senza accelerare.
Stamattina però le nuvole basse fanno coperta e il mercato si stiracchia pigro. Intorno le luminarie sono montate, pronte, ma ancora spente.
Mentre rientro verso casa mi fermo in panetteria. Il profumo è caldo, il tepore accogliente.
Lascio la macchina parcheggiata in piazza e torno a piedi.
Il giorno prima è un giorno perfetto per camminare.

colonna sonora

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