XC. Verso la quinta

Sono arrivati i girasoli.
Taglia giusta, colore perfetto.
Non mi resta che piantarli nei vasetti del probiotico che ho costretto tutta la famiglia a bere da settimane.
Per i vegetali purtroppo non potevo contare su una riconversione ecologica e mi sono dovuta rassegnare. Li ho ordinati su Nozama: specchio specchio delle mie brame chi è il più veloce del reame.
Perché manca poco allo spettacolo di Natale e non ho trovato alternative valide. I negozi li hanno riaperti, ma la caccia ai fiori di stoffa è uno sport estremo, soprattutto in terra straniera confinata.
I Duplo con cui racconto sono tutti presenti, devo solo rimontare il castello del re e pettinare un po’ la principessa costretta da mesi in un cassetto. La scenografia però è rimasta a Casa e spedirla non si può. Mi tocca rifarla daccapo, un petalo per volta.
Tant pis. Quando li riunirò tutti saranno un prato grande e bellissimo. Potrei persino proporlo al marito come giardino d’inverno.
Ho una valigia adatta all’impianto e la baracca rimasta al Centro dei racconti la recupero martedì, si spera. La responsabile del progetto mi ha confermato che, nonostante l’imminente liberazione, riprenderemo solo a gennaio. Il micro pubblico appena conosciuto dovrà ancora aspettare. Intanto ho la tradizionale rappresentazione prenatalizia alla scuola della figlia. E mi tengo in allenamento tra fiori e colori.

Che noia!
Ecco. L’ho detto.
Scrivo banalità. Ci giro intorno.
Ma la verità è che mi manchi, guru.
Ogni volta che preparo il caffè (e ne bevo tanto…), giro la moka e penso a tutte le sue sorelle enfermées da un anno e mezzo nella flight case argentata. Al nostro petit café interrotto in una primavera complicata e ancora bloccato dal corona. Ci siamo visti pochissimo, parlati davvero ancor meno. Qualche video scambiato ogni tanto, un messaggio a farci da ponte.
L’altro giorno sono uscita a prendere a calci l’ansia. Dovevo cambiar pianeta per un quarto d’ora. Andar per moke o girasoli.
Ti ho chiamato ma non era il momento. Guidavi matto e disperatissimo. Non era aria da teatro.
Ma io non mollo.
Non esiste uno spettacolo senza il tuo parere, senza la tua risata cigolante.
Sistemo i fiori e ci riprovo.

scelte



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