CVII. Parola d’ordine

Ci sono volute quasi due settimane per prendere il ritmo. Il viaggio saltato nessuno di noi lo ha ancora digerito e la nuova nevicata a Casa con le immagini condivise dagli amici aumenta la nostalgia pur coccolandoci di bellezza. Mancano le montagne, manca il freddo vero, quello che punge il naso e sa di buono sulla pelle. Manca il chiasso della banda bassotti sempre appostata per rubare un sorriso. Mancano i nonni e la dispensa riempita di vizi calorici. Ma.
Quasi a tempo scaduto, il quotidiano incrocio di noi quattro e mezzo ha avuto una virata. Senza preavviso, senza averlo previsto, senza proclami o grossi reclami. La mattina si dorme di più e le discussioni hanno un che di utile che toglie un po’ di fatica.
Il figlio litiga con gli occhi dritti al punto, ha la paura di sbagliare sempre in agguato ma c’è una piccola gemma di sicurezza innestata. Promette bene, speriamo sbocci a primavera.
La figlia l’abbiamo inserita in un programma intensivo di recupero temporale. Lasciarla allo stato brado rischiava di far saltare nervi e lampadine, ora ha i minuti contati per i suoi riti di risveglio e lettura. Protesta bene, speriamo non scocci fino a primavera.
Il marito legge come non faceva da tanto. Il regalo giusto lo si vede nel momento del riposo.
Il minicane è sempre lo stesso, a lui basta averci intorno e fare due passi ogni tanto tra un pisolino e l’altro.
È il mio obiettivo. Ci sto lavorando.

E poi mi accorgo che è di nuovo lunedì, che qui non c’è l’Epifania a chiudere il sipario. Lo spettacolo finisce prima, tutti in fila a sveglia suonata e avanti marc’ fino alla prossima puntata.
No, dai, non scherziamo. Fa un freddo polare e il buio è così fitto che non si può mica uscire per andare a scuola.
Io passo.
Dov’è il coprifuoco quando serve? In alcune zone lo hanno anticipato alle sei del pomeriggio, ma di posticipare l’uscita mattutina non ne hanno neanche parlato.
Incoscienti.
Che tra la stanchezza e l’assenza di luce il rischio di assembramento è elevato.
Uno ci prova a dirla semplice, ma escidastobagnocheètardiguardachehosonnopureio
è un po’ lunga come parola d’ordine.

ad altra esposizione



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