He. A volte ritornano. A volte no.

Corona ci ha lasciati tempo fa. Peccato sia capitato a lei e non al suo omonimo invisibile. Era una gallina poco propensa a deporre uova, ma era simpatica, grande appassionata di scorribande, una delle quali ahimè fatale.
Restava Calvà, riservata e solitaria, di poche uova anche lei, ma buone.
I vicini non l’hanno lasciata sola: dopo alcune settimane ne compaiono due più piccole, marroncine, più caffelatte che Café e Caramel. Ma non disputandum est sui nomi.
La nostra attività quotidiana è toglierle dal loro torpore di vana cova. Buttarle fuori dal pollaio e farle razzolare.
Così sta scritto sulla lettera di accompagnamento che ce le affida. I figli mi seguono, l’avventura ha inizio. Il giardino è bagnato, ma non c’è bisogno di guadare. In fondo si sente il loro chiocciare. Eccole accoccolate una sull’altra nella paglia. Un momento: ma sono solo due. A giudicare dai colori presenti manca Caramel. La chiamo, la cerco. Sollevo un paio di assi, non si sa mai. Ma non risponde e non si mostra.
Le altre due non aiutano e non si schiodano.
Forza, ragazze, è l’ora della passeggiata, hop hop.
La figlia le invita gentile, batte le mani. Quelle fanno un inchino all’applauso e stop.
Prendo un bastoncino, le stuzzico. Si scostano, ma di poco. Sotto non c’è traccia di gusci. Fanno davvero finta.
Ok, poulettes, ça suffit.
Faccio leva con il legno tra paglia e piume e disturbo Calvà che si decide controvoglia, anche l’altra cede e la segue. Le spingo fuori e sprango porta e finestra.
Missione compiuta. Il figlio aggiunge acqua fresca, la figlia verifica il mangime. Io cerco ancora la dispersa. Invano.
Rientriamo lasciando le galline in mezzo all’erba e un messaggio in segreteria ai vicini.
Le ipotesi sulla sparizione della terza sorella sono tante. Sono sole da lunedì. Tre giorni di autogestione potrebbero aver causato conflitti interni, sequestri di pollame, scioglimento di piume in acidi celesti…forse non lo sapremo mai.
O forse sì.
La vicina mi richiama, mi ringrazia e mi comunica che le galline sono davvero solo due.
Caramel ha raggiunto Corona nel Grande Pollaio in seguito all’incontro ravvicinato con il cane della babysitter. Le effusioni del quadrupede hanno avuto la meglio sul suo piccolo cuore e lei se n’è andata così, senza fiato, per un bacio a denti stretti. Tradurre letteralmente ‘il l’a carrément bouffée’ mi pareva brutto.
E comunque la giornata assume tinte fosche, nonostante l’esplosione di luce solare del pomeriggio.
A chiunque sia a tiro di voce i figli raccontano la sorte della povera volatile. Il marito viene assalito dalla storia ancor prima di varcare la soglia di casa. Caramel sarà un altro ricordo da celebrare.
Mentre riapro il pollaio alle due superstiti, ignare dell’attenzione con cui d’ora in poi verranno accudite, guardo in su.
Una nuvola arancione colora l’azzurro e sembra una risata.
O forse è solo un’ala un po’ stropicciata.

qui da qualche parte

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