C. Identità digitale

Abbiamo una delicata questione d’identità in famiglia. Cerchiamo di arginarla e di spingere l’oblio un po’ più in là, ma se pure i documenti ci remano contro rischiamo il naufragio.
Ufficiale e gentiluomo ha giocato d’anticipo e preso appuntamento ai primi di agosto nel Comune di Casa per rinnovare la carta d’identità della Fata Smemorina. Tutto bene, finché non ci si accorge che per quella nuova – formato tessera con annessi e connessi digitali – ci vogliono dieci giorni. E dieci giorni sono troppi se hai una vita da riorganizzare in tempi stretti e date anticipate che prima non avevi previsto. Così si decide di posticipare l’operazione e di espatriare con tutte le carte in regola.
Mon frère si informa meglio, fa firmare dalla Fata tutto il firmabile nei luoghi atti agli atti e le prende le papier rientrando in Italia.
Se tutto fila liscio il nuovo documento verrà spedito direttamente in terra gallica.
Ma il portafoglio della Smemorina viene aperto di frequente dalla stessa per fare l’inventario e controllare che quei farabutti che entrano in casa non le abbiano sottratto nulla. Che sia lei a spostare e creare nuovi luoghi per riporre le cose è un dettaglio. Per essere certi di ritrovarle in tempi stretti sto quotidianamente addestrando il minicane come segugio da borsa (la calza magica antiscippo merita invece un capitolo a parte).
Durante un’ispezione, tuttavia, la Signora Fletcher rileva l’assenza della carta d’identità.
Prima che l’edificio venga ribaltato, intervengo ricordando la necessità di rinnovarla a breve. Silenzio. Riflessione. Illuminazione.
Mon frère è immediatamente collegato al furto e giù anatemi, tuoni e fulmini.

pensa pensa pensa

Ho una fotografia a colori che il suddetto ladro mi ha inviato au cas où. La recupero e la invio sul telefono della derubata.
Poi con aria esperta e sicura le parlo delle nuove carte d’identità digitali che ormai sono la procedura. E le mostro sul suo dispositivo il documento numérique. Entriamo e usciamo dalla galleria delle foto almeno venti volte che il Gottardo ci fa un baffo. Ma alla fine si convince.
Deplora l’età sua e la tecnologia altrui che corre troppo in fretta. Approva suo malgrado il vantaggio di avere tutto sul cellulare. In effetti ha appena letto che è un modo comodo per il controllo del Green Pass.
Qui mi arrendo.
La mente umana è un prodigio di connessioni e corti circuiti che in alcuni casi coincidono.
E a volta basta un pizzico di creatività per restare in equilibrio.
Se mai qualcuno pensasse qu’on est en train de tricher un peu trop gli mando la Signora Fletcher.

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