V. Scale

C’è una foto di me bambina: io e mon frère seduti sulle scale che portano al piano. Ho pochi denti, i capelli a scodella e la testa storta, la mia posa tipica nei ritratti fino ai quindici anni. Chissà perché. Inclino la testa nel gruppo ricordo dell’asilo, vestita da fatina accanto al primo Zorro del cuore, davanti all’albero di Natale con il maglione rosso tricottato da nonna.
Ho cinque anni. Una strana inclinazione. E la passione per le scale.
Loro mi accompagnano, fedeli sedili, nelle varie vite.
In Grecia sono esterne e bianche, dirimpetto ai nostri vicini diventati famiglia. Mi siedo e guardo gli affetti arrivare. Aspetto il marito che torna, gli amici atterrati in vacanza da noi. C’è un pino che si inchina a sfiorarle, ogni tanto va tagliato. Ma fa ombra e profuma.
A Casa invece abitiamo a piano terra, le scale salgono da Bracciodiferro e Olivia Oil. Si affacciano sul cortile, sono pulite e sanno d’estate.
Qui sono interne e di legno. Scricchiolano ma non soffrono, nonostante l’età. Accolgono i nostri riposi serali, di passaggio prima di salire a dormire o in parcheggio perché privi di altro spazio. Il marito ci lavora col pc sulle ginocchia. La figlia ci danza, rischiando acrobazie e sgridate. Il figlio ci passa e sosta poco. Il minicane le osserva dal basso, prende la rincorsa per salire e conquista la vetta a passettini morbidi. Io le occupo, le pulisco e mi ci apposto in sentinella.
In queste sere di nonni squatter sono spesso qui a scrivere. L’assenza di cuscino crea un’urgenza che ottimizza e invita alla sintesi. A volte mi raggiunge la ballerina, i suoi piedi nudi chiedono posto. Mi scanso. Si posa. Mi posa la testa sulla spalla e sbircia il mio mondo, annusandomi un orecchio.
La scuola è partita. Non ha molta voglia di iniziare, ma sa che è un salvavita e le farà bene.
Come salire e scendere queste scale che si srotolano buone per farci continuare.
Noi su e giù, su e giù, giù e su.
Loro, ferme, ci danno ristoro nell’altalena dei giorni lunghi, come zollette di zucchero che si sciolgono nel caffè.

numi tutelari


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