XIV. Primo giorno di scuola

La figlia dorme in compagnia.
Un panda, una bambola di pezza con due codini giapponesi, un maialino rosa con il cappuccio, un monciccì ereditato dall’amica partita per Tahiti. In fondo al letto, in eventuale rinforzo, ci sono un’ape carillon di quando aveva un anno, un drago bianco, un orso altrettanto candido regalo degli zii. Ogni tanto fanno tutti un giro in lavatrice – mai insieme che se non asciugano sono guai – e la combriccola continua la sua placida vita insieme.
Ho tentato un’evacuazione anche parziale, ma invano. E senza troppa convinzione, lo ammetto. L’accumulazione seriale di amici di pezza è infatti un difetto di famiglia. Contrabbandavo borsate di peluche durante le gite in montagna con i miei quando avevo la sua età e anche di più. Se mi beccavano prima e dovevo lasciarne a casa per forza qualcuno, era un disastro. C’era chi mi metteva il muso e al ritorno era tutto un recupero di coccole e ti prometto che non ti lascerò mai più, sei l’unico per me, gli altri non contano. Un vero disastro sentimentale.
La figlia in questo è più avanti. Li ha abituati fin da subito a restare buoni buoni sul letto senza strane velleità di trasferta.
Solo quando partiamo per rientrare a Casa sceglie due o tre privilegiati che mette nello zaino e andiamo.
Al ritorno di solito c’è sempre qualche intruso che non resiste all’idea di un viaggio al nord. C’è un cassetto sotto al suo letto italiano dove dormono in attesa che si faccia luce e lei ne scelga uno o due o.
‘No. Il Titti non viene in Francia, mi spiace. Tutti tranne Titti’
È fine luglio e in una borsa arrivata dalla zia del mare la figlia lo scova e lo elegge a nuovo amico dei sogni estivi.
Ogni tanto io e il marito ce li troviamo tutti e due nel letto grande quando dal divano decidiamo di continuare a dormire in camera (le abitudini viaggiano con noi).
Peccato che il nuovo amico sia una taglia XXL, la testa grande come un’anguria di venti chili. È di sicuro la rivincita di pezza del minuscolo bersaglio giallo di gatto Silvestro. Un vero mastodonte che potrebbe sostituire il cuscino. Invece glielo invade e lei tutta contenta lascia fare.
Ok, in vacanza passi. Ma lui resta in Italia.
Scrivetevi. Telefonatevi. Chattate. Poi quando torniamo lo trovi. Tranquilla. E chi lo schioda?
Per fortuna il panda l’ha convinta. Questione di non togliere il piumato dal suo habitat che poi soffre ecc. ecc. E bravo, il quasi estinto, te lo meriti davvero il ruolo del preferito!
Ed eccovi qui, figlia & Co., a sognare insieme.
Lei vi ama, ma vi ribalta, vi schiaccia, vi dimentica pure nel suo sonno bambino.
Tra poche ore si sveglierà al suo quarto primo giorno di scuola.
La cartella è pronta da ore. Lei non so.
È strano tornare dopo mesi di assenza e un protocollo sanitario che ricorda in continuazione di rispettare le distanze e lavarsi le mani.
Le tue sono già tutte screpolate. Ti è venuta la fissa, lo temevo.
La crema buona però ce l’hai in tasca.
E nel diario il nostro messaggio segreto.
Tuo fratello ti ha già elencato tutte le sciagure che ti potranno accadere. Per farti coraggio.
Il minicane ti ha raggiunta sottocoperta e ti coccola con il suo respiro.
Dormi serena.
Siamo tutti qui con te, bizzarra famiglia di carne, di peli e di pezza.
La paura dura un attimo.
Il resto è bellezza.

l’attesa


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