LXII. Déjà vu

Siamo al Luna Park.
Sento quell’odore dolciastro di zucchero filato e frittelle e i jingle delle attrazioni che si sovrappongono in rincorsa. Gente che ride, bambini aggrappati ai cavallini, qualcuno alla mano della mamma che dov’eri? non ti trovavo più, la sala giochi con la porta spalancata e le pozzanghere per terra.
Ha appena smesso di piovere, siamo tutti qui a prendere posto per l’ultimo giro di giostra. Perché da domani si chiude. Di nuovo.
Ma non spingere dai, tanto non serve, tanto lo sai: se c’è posto sali, altrimenti aspetti.
Stai tranquillo che le bancarelle dove c’è da mangiare restano aperte e pure l’ufficio formazioni e la manutenzione.
Però no, mi spiace, niente da fare, il presidente dice che il calcinculo lo chiude. Troppa calca per afferrare il codino, per vincere un altro giro gratis. Da domani i seggiolini volanti abbassano le ali e le catene le sganciano per usarle al cancello.
Anche gli autoscontri hanno registrato troppi incidenti senza cintura. Il crash test non regge più.
L’ottovolante è diventato un terno al lotto: gira la ruota ma continua a incepparsi, che un centinaio di bulloni persi ogni giorno non sono pochi. E se non li fissi tutti per bene, quelli deboli da soli non ce la fanno a tenere. Mica possiamo farli saltare tutti.
Hai ancora un paio di tentativi per centrare i barattoli, che magari vinci l’orsacchiotto, ma poi tutti a casa ad allenare la mira. Ritentiamo, saremo più fortunati.
Stanno provando a fermare anche il circo che sta in quell’altro paese, ma c’è qualche cretino che ha aperto le gabbie e le bestie scappate fanno perdere un sacco di tempo. Hanno rotto il tendone, divelto gli spalti, sono senza controllo. Forse si sono dimenticati di dare loro da mangiare o sono solo stanche, povere creature, dei vecchi numeri in pista. Laggiù i clown hanno finito il cerone e le loro maschere non fanno più ridere. Sono anche un po’ tutti a corto di battute ultimamente.
Sarà. Noi qui ci si fida, altra scelta non c’è.
È suonata la campanella, dai, forza, di nuovo tutti dentro fino al primo dicembre.
Vediamo se funziona come antivirale.
Altrimenti non ci resta che chiedere a Babbo Natale.

tic tac

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