XXI. Quanta scena

Esco dall’autostrada dopo un quarto d’ora e il verde arriva tutto insieme. Senza preavviso. Una rotonda, un quartiere residenziale e poi l’asfalto si libera in mezzo ai campi. Dossi sparsi rallentano pure le bici. A destinazione si deve arrivare lenti, con i cavalli che sorvegliano il passo del motore. Non si può sbagliare direzione. Basta…

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XX. Per osmosi

Come al solito cerco il significato. Per essere sicura. Ma lo sapevo già. Che l’osmosi è un altro modo per parlare di influenza. Di questi tempi parola nota. Controversa. Ipotizzata. Temuta. Ma l’osmosi è l’eleganza del contagio. È un contatto buono, quasi voluto. Ho delle creme così, regalo di un angelo professionista che mi coccola…

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XIX. Mercoledì?

Stendo sul terrazzo. Finalmente. Non c’è il parapetto, ma il minicane si affaccia senza intenzioni di salto. E i figli ormai hanno più equilibrio di me. Adoro piazzare i panni sotto i raggi caldi. Qui più che altro sono tiepidi, ma il folklore resta. Noto con piacere che anche la vicina di destra lato giardino…

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XVIII. Crocicchi

Leggo che a tre giorni dall’apertura delle scuole, qui in Francia ne hanno già chiuse ventidue. No, non hanno sbagliato data, che magari era settimana prossima e scusate tanto, ripassate più avanti. La prassi vuole che se passi i tre corona si resta tutti a casa. In effetti in questi primi pomeriggi il figlio è…

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XVII. La coppa dei piccioni

Prima era abitata da una coppia. Lei cameriera in un ristorante italiano, lui neo pensionato Renault con la passione per le auto antiche. Si metteva spesso sulla rampa in cemento fuori casa, la testa tuffata nel cofano aperto. Passavo e si chiacchierava del suo nuovo bebé da sistemare. In teoria comprava per rivendere, in pratica…

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XVI. Calma e agenda

Il figlio è pronto cinque minuti prima. Il suo primo giorno in seconda media sono tre ore di presentazione professori e orario e consegna libri. In Francia te li danno in prestito, li ricopri, li tratti bene, non ci scrivi sopra e alla fine dell’anno se li riprendono. L’orario definitivo parte dal secondo giorno, gli…

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XV. Annibui

La tecnologia è inquietante. Per una delle sue tante magie che ho attivato senza coscienza, rivedo una foto di quattro anni fa. Spiaggia di Dunkerque, io e i figli in compagnia di una oggi diciottenne a cui tanto vorrei assomigliare. Nata libera da genitori liberi, viaggiatrice per indole e ribellione, viene a passare la fine…

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XIV. Primo giorno di scuola

La figlia dorme in compagnia. Un panda, una bambola di pezza con due codini giapponesi, un maialino rosa con il cappuccio, un monciccì ereditato dall’amica partita per Tahiti. In fondo al letto, in eventuale rinforzo, ci sono un’ape carillon di quando aveva un anno, un drago bianco, un orso altrettanto candido regalo degli zii. Ogni…

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XIII. Buona visione

‘Peggio dei film francesi ci sono solo i film francesi per bambini’ (cit.) Andiamo al cinema oggi pomeriggio. Un paio d’ore tolte al riordino cronico e alla noia di fine vacanze. Non smette di piovere, la terrazza brilla in tutto il suo splendore di fughe e ringhiera fantasma. Ci sarà anche quella. Tra un po’.…

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XII. Piastrelle in fuga

La velocità è un’altra cosa. Ma forse ce l’abbiamo quasi fatta. Tra pioggia e peripezie, la logica del piastrellista sta per avere la meglio sugli ostacoli che, si sa, fanno parte del gioco. È che qui, come al solito, si tende ad esagerare.Quando Selogic è venuto a vedere il lavoro da fare pioveva. Non ha…

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