XXXV. La scelta del passo

Osho è il nostro nuovo coinquilino. Vive al piano terra dalle nove alle cinque. La notte la passa altrove, poi torna puntuale. A piedi. Sette chilometri da qui alla città. Ha la patente, la macchina pure. Ma.‘Ça fait du bien’In infradito di cuoio, camicia quattro stagioni, il telefono nel taschino lo lascia all’ingresso fino a…

Continua a leggere XXXV. La scelta del passo

XXXIV. Tessiture

Non so come ci riesce. Ad arrivare così, puntuale e inatteso. Che fino a ieri giravo con il finestrino abbassato e stamattina mi alzo nelle nuvole sur terre. Altrimenti dette nebbia. È buio. Le mie ore di sonno sono sempre troppo poche. Perché spero che la sveglia si sia sbagliata, apro la finestra e mi…

Continua a leggere XXXIV. Tessiture

XXXIII. Nel frattempo

Stiamo tutti bene. Mangiamo sempre con un appetito superiore alla media cittadina – ma qui si vince facile – e tra bici e via vai scolastici a piedi l’esercizio fisico non manca. La casa assomiglia ormai a un grande panificio, non tanto per l’attività in cucina, quanto perché quotidianamente impolverata di farina di cemento e…

Continua a leggere XXXIII. Nel frattempo

XXXII. Star nei fumetti

Sono sempre stata una fan del Giappone. Mi affascina la cultura essenziale e millenaria di questo Paese, lo zen e l’arte di fare qualsiasi cosa, dal sistemarti la moto all’ikebana. E il sushi, il kimono, i manga. Ho letto parecchio, curiosato dipinti e opere calligrafiche e un compagno del figlio e famiglia sono una fonte…

Continua a leggere XXXII. Star nei fumetti

XXXI. Psomì

‘Mamma mamma, posso andare a vedere il suo cane? Per favore! Tipregotipregotiprego!’La figlia mi saluta così sul cancello della scuola. La richiesta urgente prima ancora dei saluti. ‘S’il vous plaît…’Si unisce con una punta lamentosa la compagna che le saltella al fianco. Quasi a supplicare un cerbero che smista gli incontri. Dite a me? Quella…

Continua a leggere XXXI. Psomì

XXX. Non era da Nobu

Non andiamo spesso al ristorante.Il cibo è un elemento costante e continuo chez nous, ma le uscite sono rare, estemporanee. Ci andiamo per lo più quando c’è qualcuno con noi, per condividere. Oppure quando siamo in vacanza.Per questo quando capita è davvero una festa. Io leggo le portate e non blog pindarici con patate per…

Continua a leggere XXX. Non era da Nobu

XXIX. Dîner sur l’herbe

Lei è la libraia del centro. Piccola, sportiva, priva di smancerie. Sta chiudendo i battenti di legno rosso con un sospiro. Suo marito è un gigante vichingo senz’elmo. Esce sudato dalla porta, grugnisce un saluto gentile ma si vede che è sulla via dell’esplosione. I figli folletti lo tallonano, il piccolo salta sul marciapiede, si…

Continua a leggere XXIX. Dîner sur l’herbe

XXVIII. Trotta trotta, carrettino

I Francesi sono un popolo a rotelle. Almeno qui al Nord. Forse è per questo che sono così avanti. Nell’evoluzione della specie imparano prima a pedalare, poi camminano. Sono consapevoli della loro missione fin dalle origini. Mentre ancora nuotano nel liquido amniotico si studiano manuali di istruzione e manutenzione, perché non fanno in tempo a…

Continua a leggere XXVIII. Trotta trotta, carrettino

XXVII. Indagini

Si è sfiorata la tragedia oggi pomeriggio. Sembrava un tranquillo après-midi di settembre e invece. Già l’anomalo caldo avrebbe dovuto insospettire. Il minicane accetta euforico di andare incontro al figlio. Si infila da solo il guinzaglio a pettorina, saluta la figlia intenta a contemplare merenda e divano e mi aspetta scodinzolando. Lui, non la figlia.Io…

Continua a leggere XXVII. Indagini

XXVI. Conosco una scorciatoia

‘Passiamo di qui, dai’ E quanto mai.Doveva essere un’uscita veloce. Una pedalata prima del resto, giusto per sgranchirci un po’ e ça suffit. Che appena alzati ci aspettano i compiti e qualche lavoro accessorio. La domenica ci si riposa. Dopo. Ma il figlio è da ieri che insiste con la bici. D’accordo. Facciamo colazione e…

Continua a leggere XXVI. Conosco una scorciatoia