LXXXIV. Pizza e pizzini

Mi siedo sulla poltrona di fronte alla stufa che brucia gli ultimi bagliori di brace. Ho le gambe arrotolate sotto coperta, il minicane acciambellato sulla pancia, lo strumento di scrittura in mano e li trovo. Sono incastrati tra il bracciolo e il cuscino, il loro branco bianco spicca sul fondo rosso. Due sono pieni di…

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LXXXI. Rarità

Buon compleanno a te, uomo gentile. Sei uno di quelli così preziosi che ce ne sono pochi e quando li trovi te li tieni stretti stretti, anche se solo nei pensieri. Ti conosco da anni lontani, quando non c’erano che i libri a riempirmi la vita. Ora a volte è talmente ingombra che devo cacciarli…

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LXXX. Tre cuori

La vicina è rientrata un giorno prima. Ho io il suo pacchetto arrivato ieri. Suona poco prima di cena. Stiamo finendo i compiti, ma Jules Verne può attendere. Sali, resta due minuti. La maschera a fiorellini non protegge dalla stanchezza, gli occhi lo sanno.Come va? Tutto bene? Tuo papà è ancora a letto? Noi, grazie,…

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LXXIX. Presa diretta

Arrivo trafelata. Come al solito. Nove e trentacinque. Poteva andar peggio. L’appuntamento un’ora prima della messa mi sembra tanto, ma obbedisco. Ci sarà bisogno di provare il suono o altre esigenze tecniche. Doveva essere fatto tutto in presenza, la domenica del catechismo familiare e poi la celebrazione nella chiesa grande, vicino a casa. Avrei dovuto…

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LXXVII. Soda caustica

‘Oh, caspita. Dici che ho corroso i tubi?’ Alle tre del mattino il marito non è in vena di perizie. Svegliato da una tempestiva posizione scomoda in poltrona, si arrampica su per le scale ed è già entrato in fase REM Repousser Epouse Maladroite. A domani qualsiasi preoccupazione. Tanto, in caso, ormai è fatta. Io…

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LXXVI. Facile

Sono belli i figli che corrono sotto la pioggia. Chi arriva primo alla macchina. Ma è chiusa. Io ritardo quel tanto che basta per ricordarmeli così. Un’altra fotografia non scattata che resta. Sono belli i figli che dormono quieti. Lui a pancia sotto, il viso disteso. Sogna sogni sgombri di nuvole d’ansia. Quanto vorrei potergli…

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LXXV. De rerum natura

L’11 novembre è festa. Si festeggia la fine della Prima Guerra Mondiale, l’armistizio firmato, la pace fatta. Noi si trova pace a singhiozzo, basta una domanda sentita male o una risposta storta e avvengono deflagrazioni. Il figlio guarda lo sport, la figlia legge sotto la sua tenda improvvisata. Ho un intervallo breve tra pranzo e…

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