CXXII. Chiacchiere e certezze

Della Grecia ho un sacco di ricordi. Soprattutto che avevo un sacco di tempo. Partiti in due diventiamo quattro prima di tornare, ma solo a ridosso dello scadere del mandato. Prima, per quasi cinque anni, la domanda regina delle FAQ familiari era ‘ma cosa fai tutto il giorno?’Eeh, sapessi, son giorni difficili da organizzare: quei…

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CXXI. Chi danza

Mi sveglio in quest’ora sospesa e sorpresa non ho più sonno. Il dormire del marito è leggero, il minicane sogna arrotolato accanto. Le altre stanze sono silenziose. Dalla strada nessun rumore. Apro la finestra.La notte ha il respiro lieve della neve che scende sottile, quasi invisibile sotto al lampione. Sono fiocchi minuti che si posano…

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CXX. Fine settimana

Avrei dovuto capirlo dal début. Svegliarsi alle otto del sabato mattina con un martello pneumatico che gorgheggia dai vicini è un presagio senza necessità di traduzione. Stanno rifacendo l’impianto elettrico, suppongo. In garage si intravedono tre bevitori di caffè e cavi sparsi ovunque. Gliene chiederei un sorso, ma ho bisogno di una tazza vera per…

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CXIX. Atelier cuisine

C’è un magnete in cucina. E non parlo delle calamite attaccamemo sul frigo, quelle che ogni tanto, troppo cariche, cadono liberando foglietti volanti. Dal locale più social della casa si sprigiona una forza di attrazione irresistibile. Il suo essere portatore sano di pasti presenti e futuri gioca un ruolo d’attacco, ma credo ci sia ben…

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CXVIII. Caos

E poi sono arrivati. Sulla carrozza di Wonderaunt che serafica li deposita all’ingresso di casa al limite del coprifuoco. Mentre lei affronta chilometri, scavalca montagne, aspetta la sicurezza da valanghe, decide pipìstop in tempi critici, guida e guida fino alla meta senza batter ciglio, noi si prepara l’accoglienza. Il figlio gestisce la sua mattina scolastica…

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CXVII. Cabinet

La figlia si è messa in pausa anche dalla scuola. Prevedibile. Una piccola vacanza personale prima di quelle ufficiali d’inverno. E anche qui casca il francese. Nel senso che è evidente la superiorità linguistica dei figli di Asterix. Loro non stanno a casa da scuola con una giustificazione tipo ‘guardi, maestra, non sta bene sa…

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CXVI. Fuori dal frigo

Sono partiti. I preparativi. Per ripartire. Che in realtà è tutto già smosso, come una tovaglia dopo un pranzo abbondante. Si scrollano le briciole dalla finestra e si esce a prendere aria. Dopo mesi di pancia piena ci vuole proprio una bella passeggiata. E pazienza se si devono fare quasi mille chilometri, la strada è…

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CXV. Ai blocchi

Ha cominciato la caldaia. Senza nessun preavviso, nessuna falsa partenza, si è piantata nel bel mezzo di una gelida notte di gennaio. Trovarsi dieci gradi in cucina prima del caffè non è un buon risveglio. Scendo in garage, la guardo. Non sono un idraulico ma la pressione bassa la riconosco. Chiamo il nostro chauffagiste per…

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CXIV. Prima di cena

Sono un contenitore. Di vita. Anzi di vite. Ovvietà. Lo siamo tutti: ci riempiamo e ci svuotiamo quotidianamente. Chi più chi meno regolarmente. Anni fa assistevo a una lezione in Croce Rossa e la monitrice disse una cosa che mi colpì pesante e che da allora è un meme tormentoso e tormentato. ‘Ci sono persone che…

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CXIII. Trame locali

Finalmente è arrivato. Il mio tessuto stampato a giornale. Mi sono dovuta rassegnare e ordinarlo in scioponlain, perché trovarlo, toccarlo e comprarlo dal vivo non mi è stato possibile. Eppure ci ho provato. Ho chiesto in giro. Chi cuce però è in via d’estinzione. E il raro esemplare che abita qui a sinistra lato strada…

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