100 e quattro. Il paese

Il mio allievo fa progressi. Partito da zero con l’italiano, inizia a leggere piuttosto bene e formula piccole frasi senza zoppicare troppo tra verbi e concordanze. Doveva essere un corso di quattro ore la settimana per sei mesi. Ma si è ritrovato un intensivo di due ore al giorno per recuperare il periodo di confinamento…

Continua a leggere 100 e quattro. Il paese

100 e tre. Cambiamenti

I letti! Ho dimenticato di rifarli. Non sono più salita nelle camere e il marito che ci lavora non fa caso alla manutenzione ordinaria. Rimedio subito e intanto penso a quante volte ho compiuto questo rito.Per il cambio di lenzuola aspetto quasi sempre il sole. Il privilegio della biancheria asciugata fuori è un’opportunità rara da…

Continua a leggere 100 e tre. Cambiamenti

100 e due. Fratelli di taglia

Oggi passo. Accompagno il figlio che entra alle dieci e allungo il giro fino a casa sua. È l’amica italiana, la chiacchiera bella che mi manca da troppo. Con scatoloni e famiglia ci siamo trasferite insieme nell’estate del 2016, nello stesso luglio, nella stessa città francese. Lei arriva qui da Roma e da un cuore…

Continua a leggere 100 e due. Fratelli di taglia

100 e uno. Di filo in fila

Stasera cucio. Il tempo fuori è dalla mia parte. Piove leggero come fosse novembre e, nonostante le ore di luce sveglie fino a tardi, sembra già notte fonda. Tant pis, l’idea è di dormire comunque in orario ragionevole. Appena avrò finito di dedicarmi al punto a mano. Perché gli elastici cuciti a macchina tengono quello…

Continua a leggere 100 e uno. Di filo in fila

100. Passaggio ponte

Sono cento giorni che scrivo. Di questo periodo strano che ci ha trasformati in funamboli dell’oggi, precari giocolieri in bilico sulla fune tirata dritta nel nostro tempo. Dicono che stiamo tornando alla normalità. Ma noi la normalità non ce la possiamo permettere. E forse in queste piccole storie notturne ho trovato una dimensione che pacifica…

Continua a leggere 100. Passaggio ponte

Novantanove. Mi fermo qui

Ci sono momenti di troppo. Troppo rumore, troppo cibo, troppe parole, troppi noi. Allora esco. Prendo il cappello che forse piove, la giacca che tira un vento cattivo e camminiamo, io e gli anfibi.Attraverso la strada e c’è il canale. A quest’ora è deserto, dopo un sabato di bici e runner a recuperare le settimane…

Continua a leggere Novantanove. Mi fermo qui

Novantotto. International work

Sono tornati. Puntuali e in forma. Due pure in anticipo nella loro auto nera. Li saluto dalla finestra mentre il marito mette la felpa e scende ad aprire. La squadra è al completo, giocheranno tutti da titolari oggi. C’era qualche riserva a causa del tempo, ma le secchiate d’acqua di stanotte hanno svuotato le nuvole.…

Continua a leggere Novantotto. International work

Novantasette. Un lavoro pulito

Preludio. I figli stanno crescendo. La banalità dell’affermazione è evidente nell’umore a fasi alterne della figlia che voi non mi capite. E nell’aspetto meno bambino del figlio che ha scoperto lo specchio. Ma che soprattutto si destreggia in cucina tra taglio verdure e tavole imbandite. Intermezzo.Stamattina mi sono riaddormentata felice dopo aver scritto in tempo…

Continua a leggere Novantasette. Un lavoro pulito